Archivio della categoria: Performance

Primavera_esperimento #3

still perfomance

Smarrimento è la parola chiave di questa terza performance di Iula Marzulli, riguardante il ciclo stagionale e in particolar modo, il tempo. Tempo dell’ascolto, tempo dell’umano, tempo del minerale e del naturale, tempo dell’animale, il tempo del mutamento.

Primavera_esperimento #3 si è sviluppata come installazione sonora: una donna diventa vivo altare, da un velo si intuisce il suo sguardo, mentre lo spettatore è invitato a restare in ascolto (tramite cuffie) di suono e parole. Il mutamento primaverile mostra la caducità dell’amore, attraverso innesti di piante su corpo e poesia. Questo ascolto e sguardo a due si riappropria di un tempo assolutamente terreno. L’amore è il dato che porta lo smarrimento, emerso soprattutto dall’osservazione lenta degli uccelli, delle lucertole, dei fiori.

Il testo di questo primo passo è stato scritto per la chiesetta degli Armeni a Taranto. Il testo cambia rispetto ai luoghi dove viene presentata l’azione, perchè risulta imprescindibile la relazione ascolto-parola-luogo.

Primavera_esperimento #3 è un lavoro di e con Iula Marzulli, 2017

Tipologia: still performance
Elementi performance: suono,poesia, corpo, argilla, fiori o spighe, succo di papavero, panno

Estratto audio

Ph. Andrea Semplici

Spring_experiment #3

Loss is the key word of this third performance created by Iula Marzulli. It concerns the seasonal cycle, the time and the change. Time to hear, time to be human, time to discover animals, minerals, nature, time of change.

Spring_experiment #3 is a sound installation: a woman became an alive altar; from the veil on her face you can grasp her look, while the spectator is invited to stay in front of her, listening (with headphones) sound and poetry. The spring’s change shows the transience of love, through plants grafts on body and through poetry. It is a face to face listening and looking through time and images sharing. Love brings loss. A loss emerged from the slowly observation of birds, lizards and flowers.

Spring_experiment #3 is a performance by and with Iula Marzulli, 2017
Performance elements: sound, poetry, body, clay, flowers or spikes, juice of poppies, fabric

Inverno (primavera) esperimento #2

Inverno (primavera) esperimento #2

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performance poetico-sonora

“Suoni. Musica minimale. Una figura di spalle al muro si muove sul bianco. Bianca anche la pelle. Non si capisce bene l’identità del corpo. La figura si muove senza staccarsi dal muro, quasi fosse radicata in esso. La musica si fa più ampia e la figura, liberandosi dal muro, si riveste. Il suono si mischia alla voce poetica: «devi avere molto grasso per resistere agli inverni», si sente nel bianco.Il corpo spazia più libero, spacca la sua verticalità, scopre nuove parole, riparte dalla cenere. L’inverno svela la fragilità ma mantiene anche la forza. «La tua forza è la mia/la tua fragilità è la mia (…) la tua vita è la mia/la tua perdita è la mia». Mentre sul muro e sul corpo, nuovamente nudo, il bianco si apre a immagini di germogli. E’ la primavera? Forse, ma dopo tutto, «la primavera non è che una delle parti più visibili dell’inverno».

Inverno (primavera) esperimento #2 è il secondo quadro di un lavoro più ampio che riguarda le stagioni e il ciclo del tempo. Una riflessione sull’essere umano seguendo il mutamento piccolo e, talvolta impercettibile, degli elementi naturali.

Inverno (primavera) esperimento #2 è un lavoro ideato da Iula Marzulli, realizzato nella formazione “Rizoma” in collaborazione con i musicisti Dario Nitti e Fabio Gemelli. Il video utilizzato nella performance è a cura del videomaker Alessandro Indrio.

Tipologia: perfomance con musica dal vivo, danza
Elementi performance: videoproiezione, cenere, poesia, musica, movimento

Video -germogli- presente nella performance, a cura di Alessandro Indrio

Autunno_esperimento #1

“Autunno_esperimento #1”

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Performane sensoriale per voce e installazioni in accumulo con presenza di pubblico temporaneamente bendato e aiutante. Autunno_esperimento #1 è una performance che ruota sulla qualità dell’ascolto. Privando temporaneamente della vista lo spettatore si facilita un ascolto condiviso e si movimenta la proliferazione di immagini attraverso la stessa immaginazione, suggerita sia dai suoni che dalle parole.

Al pubblico viene chiesta una interazione attraverso l’utilizzo di piccole campane che vengono distribuite, sempre ad occhi chiusi, durante il percorso sonoro.

Durante la lettura e i suoni vengono costruite delle installazioni e una immagine che diviene corpo alla fine del percorso. Lo spettatore, aiutato a sbendarsi, avrà davanti a sé una immagine ultima che chiude il cerchio.

La performance è parte di un ciclo che riguarda le stagioni. Il fulcro delle performance sensoriali risiede in un atto poetico che vuole essere rituale e condiviso.

Estratto audio del testo

“la pioggia
e una leggera nebbia
a raccolta tutte le nuvole
tutto è bianco
forse, la rugiada delle albe
sui tuoi capelli che amo
sulla tua pelle che amo
sui tuoi vestiti
che hanno il tuo odore
che amo
la pioggia disseta questa campagna
e se sogniamo i deserti
li pensiamo sempre
con un’oasi a cui dare da bere alle labbra
un’oasi dove far fiorire i racconti
che porteremo nei deserti
il mio deserto, il tuo
quello di ciascuno di noi
nelle strade di queste città
sulle macerie
o tra la gente che ride
noi porteremo la bellezza degli autunni
così dicevi
sulle bocche delle persone ingrigite
la porteremo sulle campane
che la tua mano fa suonare
quando il cuore
un poco
un poco
vacilla
la fenditura è ciò che accompagna l’autunno
l’odore del mosto
di crepa in crepa
le melograne aperte
i tuoi capelli scomposti
tu vuoi camminare e pensare
questa è la mia terra
la terra che io sono
ed ecco che la campagna
appare
più umana
hai mai visto una foglia in autunno?
puoi ancora dire che la pelle delle foglie
sia così diversa dalla tua?”
Estratto dal testo poetico delle perfomance “Autunno_esperimento#1”

Luogo: necessita di luoghi raccolti
Durata: 20 minuti
Elementi: voce, mascherine per coprire gli occhi, foglie, bacile, terra, suoni sintetizzati, fischietto, campane.
Anno 2016