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8.9.2019 “¡Ay Amores!” a Spongano, Lecce

8 settembre 2019
Spongano (Lecce), dalle ore 20.30
Concerto Poesia
¡Ay Amores!_i fiori della poesia spagnola e altri fiori

La Cuspide Malva è un gruppo nato nel 2015 da quattro artiste, con l’intento di dare voce, corpo e suono a canti e materiale testuale edito o di produzione originale.

Il gruppo formato da Iula Marzulli, Manuela Mastria, Adriana Polo e Francesca Greco, porterà il concerto poesia “¡Ay Amores!” per dare conto della sensualità e della musicalità della tradizione letteraria e canora di origine spagnola.

L’appuntamento si terrà presso il centro storico della Municipalità di Spongano, Lecce

Per informazioni:
Associazione Alauda in via Q. Sella n.3, Adelfia (Bari)
tel.: +393336576674 – 3495627533
[email protected]

www.spazioalauda.wordpress.com
Instagram @alaudassociazione

Live con la Cuspide Malva

7 luglio 2019
dalle ore 20.30
Concerto Poesia
¡Ay Amores!_i fiori della poesia spagnola e altri fiori
per la rassegna “Incontrarsi in Tenuta”
dell’associazione per le arti e la cultura Alauda

La Cuspide Malva è un gruppo nato nel 2015 da quattro artiste, con l’intento di dare voce, corpo e suono a canti e materiale testuale edito o di produzione originale.

Il gruppo formato da Iula Marzulli, Manuela Mastria, Adriana Polo e Francesca Greco, porterà il concerto poesia “¡Ay Amores!” per dare conto della sensualità e della musicalità della tradizione letteraria e canora di origine spagnola.

Il concerto sarà preceduto dalla performance artistica “Le raccoglitrici” a cura di Jara Marzulli e Angela Regina.

L’appuntamento è l’ultimo della rassegna “Incontrarsi in Tenuta” che si tiene presso la tenuta di campagna delle Cantine Imperatore in Contrada Castello, Adelfia (Ba).

Per informazioni:
Associazione Alauda in via Q. Sella n.3, Adelfia (Bari)
tel.: +393336576674 – 3495627533
[email protected]

www.spazioalauda.wordpress.com
Instagram @alaudassociazione

Primavera_esperimento #3

Smarrimento è la parola chiave di questa terza performance di Iula Marzulli, riguardante il ciclo stagionale e in particolar modo, il tempo. Tempo dell’ascolto, tempo dell’umano, tempo del minerale e del naturale, tempo dell’animale, il tempo del mutamento.

Primavera_esperimento #3 si è sviluppata come installazione sonora: una donna diventa vivo altare, da un velo si intuisce il suo sguardo, mentre lo spettatore è invitato a restare in ascolto (tramite cuffie) di suono e parole. Il mutamento primaverile mostra la caducità dell’amore, attraverso innesti di piante su corpo e poesia. Questo ascolto e sguardo a due si riappropria di un tempo assolutamente terreno. L’amore è il dato che porta lo smarrimento, emerso soprattutto dall’osservazione lenta degli uccelli, delle lucertole, dei fiori.

Suono,poesia, corpo, argilla, fiori e spighe, succo di papavero, panno

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Loss is the key word of this third performance created by Iula Marzulli. It concerns the seasonal cycle, the time and the change. Time to hear, time to be human, time to discover animals, minerals, nature, time of change.

Spring_experiment #3 is a sound installation: a woman as alive altar; from the veil on her face you can grasp her look, while the spectator is invited to stay in front of her, listening (with headphones) sound and poetry. The spring’s change shows the transience of love, through plants grafts on body and through poetry. It is a face to face listening and looking through time and images sharing. Love brings loss. A loss emerged from the slowly observation of birds, lizards and flowers.

Sound, poetry, body, clay, flowers or spikes, juice of poppies, fabric

Inverno_o delle Primavere

La Neve che mai si accumula –
La transitoria, fragrante neve
Che arriva una sola volta l’Anno
Morbida s’impone ora –

Tanto pervade l’albero
Di notte sotto la stella
Che certo sia il Passo di Febbraio
L’Esperienza giurerebbe –

Invernale come un Volto
Che austero e antico conoscemmo
Riparato in tutto tranne la Solitudine
Dall’Alibi della Natura –

Fosse ogni Tempesta così dolce
Valore non avrebbe –
Noi compriamo per contrasto – La Pena è buona
Quanto più vicina alla memoria –

Emily Dickinson

Nascita e morte, morte e rinascita. Veniamo dal nero o siamo segni che emergono dal bianco? Ciclica e necessaria metamorfosi che unisce il tempo del consumarsi a quello del germinare. Opposti che necessitano l’uno dell’altro per essere vita. L’atto dell’abbandono delle forme per darci nuova forma. “Inverno_o delle Primavere” è un lavoro sul corpo e sul suono suggerito dall’osservazione degli elementi naturali capaci ancora di farci interrogare sul nostro modo di essere al mondo, come esseri umani in eterno conflitto con la natura, alla ricerca di una forma nuova di ascolto e comprensione dell’altro. Altro come essere umano, animale, pianta o parte minerale.

Performance per suono, poesia, video, movimento, installazione istantanea con pubblico.

Performance di e con Iula Marzulli, suono a cura di Gerardo Antonacci, video a cura di Alessandro Indrio.

 

Birth and death, death and birth. We came from the dark or we are signs emerging from the white? The cycle of metamorphosis is necessary for the existence. Opposites that need each other to be life. There’s an abandon of shapes to create new life. “Winter_or about Springs” is a work suggested by the observation of nature, able to question our human behavior. A way to comprehend the Other in all its forms, from animals to rocks.

Performance based on sound, movement, video, instant installation with public

Performance directed and performed by Iula Marzulli
Sound: Gerardo Antonacci
Video: Alessandro Indrio

Ho ancora addosso il tuo odore

ho ancora addosso il tuo odore
ci siamo piegati e ripiegati
questa notte, come fazzoletti nelle tasche
e ora tutti sanno di te
lo vedo, da come mi guardano
mentre leggo il giornale
salgo gli scalini dell’autobus
mentre compro i biglietti
mentre taglio con pazienza una mela
tutti sanno di te
sanno del tuo odore sulle mie mani
della tua lingua
del tuo dilungarti come cantilena o nenia
dentro di me stanotte
hanno preso dimora centinaia di passeri
ed io mi sono girata, bruscamente
e sopra la mia testa tutti assieme volavano
con amore hanno preso il volo

ma tu procedi, non farti abbagliare
da tanto tripudio di suono
il mio amore è effimero come gli anemoni
perdo petali su petali al tuo passaggio
la spuma delle tue ginocchia
attutisce il colpo degli abbandoni
è l’avvento delle piccole lumache
che riempiono i tuoi occhi di baci
insegnandomi, silenziose, la dedizione

Autunno_esperimento #1

hai mai visto una foglia in autunno?/ puoi ancora dire che la pelle delle foglie/
sia così diversa dalla tua?

Performance per voce e installazioni in accumulo con presenza di pubblico bendato. Autunno_esperimento #1 è una performance che ruota sulla qualità dell’ascolto. Privando temporaneamente della vista lo spettatore si facilita un ascolto condiviso e si movimenta la proliferazione di immagini attraverso la stessa immaginazione, suggerita sia dai suoni che dalle parole.

Al pubblico viene chiesta una piccola interazione attraverso l’utilizzo di piccole campane che vengono distribuite, sempre ad occhi chiusi, durante il percorso sonoro. Durante la lettura e i suoni vengono costruite delle installazioni e una immagine che diviene corpo alla fine del percorso. Lo spettatore, aiutato a sbendarsi, avrà davanti a sé una immagine ultima che chiude il cerchio.
La performance è parte di un ciclo che riguarda l’elaborazione del tempo delle stagioni.

Suono, mascherine, foglie, bacile, terra, fischietto, campane.

“Have you ever seen the leaves in autumn?/ could you say the skin of the leaves/ is so different from your skin?” Performance with voice and installation with blindfolded public. Autumn_experiment #1 is a performance based on listening. Without seeing people are invited to feel the sound and to move the imagination. During the listening, blindfolded people will also interact with bells.

At the end of the listening, people will open their eyes on a built installation with a body. The installation closes the circle. The performance is the first part of a cycle: the seasons cycle.

Sound, masks, leaves, bowl, soil, whistle, bells.

Autunno_esperimento #1

8 dicembre 2016

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“Autunno_Esperimento #1 per voce e installazioni in accumulo con presenza di pubblico temporaneamente bendato e aiutante”

“Autunno_Esperimento #1” è un rituale sonoro di fine autunno e inizio inverno. Nel denudarsi della natura e nell’abbandono delle foglie emerge un canto.

Delle parole intessono, con suoni e immagini “a venire”, uno spazio che diviene spazio rituale. Dando luogo ad un ascolto privo di immagini, queste ultime appariranno solo alla fine del percorso in una sorta di accumulo che si costruisce al riparo dagli sguardi ma con orecchie sensibili.

Un esperimento poetico a cura di Iula Marzulli con letture, suoni, oggetti, respiri

Dove: circolo Arci Gramigna, via Adige 31
Quando: 8 dicembre alle ore 21
Note: portare una mascherina per coprire
fb: https://www.facebook.com/events/1198135403611284/

Pubblicazioni

2018
Pubblica per il magazine on-line ISHA, articoli su letteratura e arte

2017
Partecipazione all’antologia Parole Sante “ùmide ampate t’aria” a cura dell’associazione culturale l’Orto dei Tu’rat (terzo volume)

2017
Testi poetici presenti nell’Antologia poetica Amori Liquidi-Sogni, sentimenti e fragilità delle donne“, quarta edizione al femminile di [email protected] a cura di Mara Venuto.

2016
Per il numero 20 della rivista letteraria on line “Euterpe”, pubblicazione del piccolo saggio poetico su Amelia Rosselli “Amelia Rosselli: le voci dell’assenza”

https://drive.google.com/file/d/0B6xgoJG7qAofdDdRN01LQkhyb1U/view

2015
Parole Sante_parlava a pietre una sull’altra

Partecipazione all’antologia poetica a cura dell’associazione Orto dei Tu’rat, Kurumuny Edizioni, 2015. Testi dedicati alla figura del poeta Antonio Verri.

I testi sono stati musicati con la cantautrice Adriana Polo durante la serata di presentazione dell’antologia del 25 luglio 2015.