Archivi tag: poetry

Inverno_o delle Primavere

La Neve che mai si accumula –
La transitoria, fragrante neve
Che arriva una sola volta l’Anno
Morbida s’impone ora –

Tanto pervade l’albero
Di notte sotto la stella
Che certo sia il Passo di Febbraio
L’Esperienza giurerebbe –

Invernale come un Volto
Che austero e antico conoscemmo
Riparato in tutto tranne la Solitudine
Dall’Alibi della Natura –

Fosse ogni Tempesta così dolce
Valore non avrebbe –
Noi compriamo per contrasto – La Pena è buona
Quanto più vicina alla memoria –

Emily Dickinson

Nascita e morte, morte e rinascita. Veniamo dal nero o siamo segni che emergono dal bianco? Ciclica e necessaria metamorfosi che unisce il tempo del consumarsi a quello del germinare. Opposti che necessitano l’uno dell’altro per essere vita. L’atto dell’abbandono delle forme per darci nuova forma. “Inverno_o delle Primavere” è un lavoro sul corpo e sul suono suggerito dall’osservazione degli elementi naturali capaci ancora di farci interrogare sul nostro modo di essere al mondo, come esseri umani in eterno conflitto con la natura, alla ricerca di una forma nuova di ascolto e comprensione dell’altro. Altro come essere umano, animale, pianta o parte minerale.

Performance per suono, poesia, video, movimento, installazione istantanea con pubblico.

Performance di e con Iula Marzulli, suono a cura di Gerardo Antonacci, video a cura di Alessandro Indrio.

 

Birth and death, death and birth. We came from the dark or we are signs emerging from the white? The cycle of metamorphosis is necessary for the existence. Opposites that need each other to be life. There’s an abandon of shapes to create new life. “Winter_or about Springs” is a work suggested by the observation of nature, able to question our human behavior. A way to comprehend the Other in all its forms, from animals to rocks.

Performance based on sound, movement, video, instant installation with public

Performance directed and performed by Iula Marzulli
Sound: Gerardo Antonacci
Video: Alessandro Indrio

Autunno_esperimento #1

hai mai visto una foglia in autunno?/ puoi ancora dire che la pelle delle foglie/
sia così diversa dalla tua?

Performance per voce e installazioni in accumulo con presenza di pubblico bendato. Autunno_esperimento #1 è una performance che ruota sulla qualità dell’ascolto. Privando temporaneamente della vista lo spettatore si facilita un ascolto condiviso e si movimenta la proliferazione di immagini attraverso la stessa immaginazione, suggerita sia dai suoni che dalle parole.

Al pubblico viene chiesta una piccola interazione attraverso l’utilizzo di piccole campane che vengono distribuite, sempre ad occhi chiusi, durante il percorso sonoro. Durante la lettura e i suoni vengono costruite delle installazioni e una immagine che diviene corpo alla fine del percorso. Lo spettatore, aiutato a sbendarsi, avrà davanti a sé una immagine ultima che chiude il cerchio.
La performance è parte di un ciclo che riguarda l’elaborazione del tempo delle stagioni.

Suono, mascherine, foglie, bacile, terra, fischietto, campane.

“Have you ever seen the leaves in autumn?/ could you say the skin of the leaves/ is so different from your skin?” Performance with voice and installation with blindfolded public. Autumn_experiment #1 is a performance based on listening. Without seeing people are invited to feel the sound and to move the imagination. During the listening, blindfolded people will also interact with bells.

At the end of the listening, people will open their eyes on a built installation with a body. The installation closes the circle. The performance is the first part of a cycle: the seasons cycle.

Sound, masks, leaves, bowl, soil, whistle, bells.